L'ALFABETO GASTRONOMICO.

OGNI MATERIA HA QUALCOSA DA RACCONTARE

Ogni ingrediente segna un luogo.

Ogni fibra racconta ciò che la

materia conseva.

Ogni nostro formato di pasta nasce da una domanda:

che cosa può ancora diventare una materia

dopo che sembra aver concluso il proprio viaggio?

IL RACCONTO DELLA MATERIA.

PRIMA DELLA PASTA VIENE LA MATERIA

Ogni ingrediente porta con sé un luogo, una persona e un lavoro.

Noi partiamo da ciò che rimane dopo una trasformazione: vinacce, mele, trebbie. Materie ancora ricche di identità, profumo e possibilità. Le osserviamo, le ascoltiamo e le trasformiamo in nuove fibre. Poi entrano nell’impasto e diventano pasta. Non per aggiungere semplicemente un sapore, ma per restituire valore a ciò che sembrava aver terminato il proprio racconto.

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IL VALORE CHE RESTA.

LA FORZA DELLE FIBRE.

Le fibre alimentari sono una componente importante di un’alimentazione equilibrata. Favoriscono la regolarità intestinale, contribuiscono al normale funzionamento dell’apparato digerente e alimentano il microbiota, l’insieme dei microrganismi che vive nel nostro intestino.

Inoltre, rallentando l’assorbimento dei nutrienti, possono contribuire a rendere più graduale la risposta dell’organismo dopo il pasto e ad aumentare il senso di sazietà.

Vinaccia, mela, trebbie di birra, aglio nero fermentato e Radicchio Rosso Tardivo IGP sono materie vegetali nelle quali fibre e composti fenolici sono naturalmente presenti.

Macino parte da questo valore e lo porta nella pasta attraverso l’essiccazione, la lavorazione e l’incontro con la semola.

Non promettiamo effetti medici: raccontiamo il valore reale delle materie da cui nascono le nostre paste.


LA VINACCIA.

CIO' CHE RESTA CONSERVA ANCORA VALORE.

La vinaccia arriva dopo la spremitura dell’uva, quando il vino ha gi iniziato il proprio viaggio.

Per molti ha concluso il suo compito. Per noi è proprio lì che comincia una nuova possibilità.

La raccogliamo, la essicchiamo e la trasformiamo in una fibra sottile. Quando entra nell’impasto porta con sé il carattere del vitigno, il profumo della terra e il lavoro delle persone che l’hanno coltivata.

Non cerchiamo soltanto un colore o un sapore diverso. Restituiamo valore a una materia che possiede ancora identità. Dalla vinaccia alla fibra. Dalla fibra alla pasta. Dalla pasta, un nuovo racconto.

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UNA PARTE RIMANE.

IL SUO VALORE CONTINUA.

La mela arriva dal lavoro di chi custodisce varietà antiche e ne preserva il carattere.

Dopo l’estrazione del succo rimangono buccia e polpa, ancora ricche di profumo, fibra e identità. Le raccogliamo, le essicchiamo lentamente e le trasformiamo in una fibra sottile.

Quando entra nell’impasto, la mela non porta soltanto una nota aromatica. Dona alla pasta una nuova consistenza e racconta un territorio attraverso una materia che conserva ancora molto da esprimere.

Dalla mela alla fibra.

Dalla fibra alla pasta.

Dalla pasta, un nuovo racconto.


LA MELA ANTICA FRIULANA.

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LE TREBBIE DI BIRRA.

IL GRANO HA ANCORA QUALCOSA DA DIRE

La birra nasce dall’incontro tra acqua, malto e tempo.

Terminata la lavorazione, restano le trebbie: la parte del cereale che conserva ancora fibre, profumo e carattere.

Le raccogliamo, le essicchiamo lentamente e le trasformiamo in una farina integrale.

Nell’impasto portano note tostate, una consistenza più materica e il racconto di un ingrediente che non conclude il proprio viaggio con la birra.

Continua nella pasta.

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RADICCHIO ROSSO TARDIVO IGP

IL FREDDO NE RIVELA L'ANIMA

Il Radicchio Rosso Tardivo IGP non nasce già elegante.

Lo diventa attraverso il tempo, il freddo e l’acqua.


Dopo le prime brinate viene raccolto e sottoposto alla forzatura: immerso nell’acqua, lentamente torna a germogliare. È così che sviluppa le sue foglie affusolate, il colore intenso e quell’amaro raffinato che lo rende inconfondibile.Noi partiamo dalla parte che rimane dopo la sua lavorazione. La essicchiamo lentamente, la trasformiamo in polvere e la uniamo alla semola. Nasce una pasta dal colore caldo e dal gusto profondo: vegetale, leggermente amaricante, capace di mantenere viva l’identità della materia da cui proviene. Perché anche ciò che resta di un’eccellenza può continuare a raccontarne il valore.

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